La volpe

Pomeriggio prima del tramonto, Foro Bonaparte, il giorno di Sant’Ambrogio. Quanta gente cammina sul marciapiede! Io e Renée svoltiamo a sinistra dentro un grande spazio illuminato.
È la prima volta che visito la mostra Wildlife Photographer of the Year. Attirata da un volantino che riporta calendari di incontri spalmati su di un mese e mezzo: fotografi parlano di animali e di wilderness; sul retro del volantino, calendario di workshop di fotografia. (nel caso vi interessi, ce ne sono ancora due, il 17 dicembre e il 30-31 gennaio)
Ma è lei che mi chiama, lei (lui?) la volpe: fotografata in un pezzetto del volantino. DEVO vederla. E’ troppo volpe. Intraducibile il suo sguardo, la sua perfetta attenzione.
A cosa stai pensando, Volpe? Come ti senti? Quanto tu sei perfettamente Volpe, del tutto presente.!  Ho mai visto qualcuno della mia specie che fosse essere umano perfettamente quanto tu sei Volpe? Forse la perfezione non venne più elargita, nel giorno in cui apparve l’Homo Sapiens.
Da molti anni esiste questo concorso.. Le foto finaliste sono raccolte in meravigliosi libri che si possono acquistare. Ogni foto parla del luogo, dell’animale, del clima, del rapporto spesso non rispettoso di una specie contro tutte le altre.
Guardiamo gli animali negli occhi. Qui lo si può fare. Grazie a fotografi che per scattare hanno atteso e atteso, e sono stati anche a bagno per interi giorni, tropicali, a 40 gradi.
Per aspettare che l’Animale donasse loro la sua Immagine.
 
 
 

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