LA MERAVIGLIA

Ogni quanto spesso ci capita di incontrare qualcosa che ci fa dire “che meraviglia”, afferrati da vero stupore?
E come ci sentiamo quando proviamo questa, che è una delle emozioni fondamentali, primigenie, comuni a tutta l’umanità?
C’è una sensazione che va insieme al meravigliarsi, e anche questa mi colpisce: mi sento tutta meraviglia, non c’è un angolino di me che pensa :”cosa farò per cena?” o: “è stato davvero gentile il tale?“ o qualsiasi altra sciocchezza o fatto importante. La Meraviglia è per natura onnipervadente il nostro essere, mente e corpo.

Un fiore (come questo Callistemone) è il pezzetto di natura più bello e più facile da portarci a casa

La Meraviglia è meravigliosa, ci rende pienamente vivi e Presenti.
Il Fisico che scoprì lo sbalorditivo comportamento di quello che chiamò “Quanto”, continuò a rimanere sbalordito, anche a conti fatti, e dichiarò: ”Se non restate sbalorditi dalla fisica quantistica vuol dire che non avete capito cos’è.
Cosa aveva scoperto? Tra l’altro: che un elettrone “passa” da un’orbita energetica a un’altra. Embe’? Questa è uno dei tanti comportamenti delle particelle, in questo caso, degli elettroni.
Passa, attenzione, significa che scompare da un’orbita e appare nell’altra. Non attraversa lo spazio che c’è tra un’orbita e l’altra.

Ma ci pensate? Sarebbe come se avessi in braccio il mio gatto e sparisse dal mio grembo e per trovarsi immediatamente in braccio al mio compagno.
Questo significa “solo” che in certe condizioni subatomiche lo spazio e dunque il tempo non esistono.
Da bambina apprezzavo molto lo Stregatto di Alice nel paese delle meraviglie.
Intanto perché era grasso, a righe, con una grossa coda, e una specie di ghigno sorridente. Mentre parlava con Alice, appariva e scompariva. Finché Alice gli disse: “mi dai fastidio con tutto questo comparire e scomparire! Puoi smetterla?“ ”Ma certo” disse lo Stregatto, e cominciò a scomparire lentamente dalla punta della coda fino al sorriso, che aleggiò in aria per un po’… e poi Stregatto scomparve definitivamente.
Dal momento che non c’è alcuna cosa che non sia fatta di elettroni vuol dire che questi meravigliosi fiori (il fiore è il pezzetto di natura più facile e bello da portarci in casa) non hanno tempo né spazio. Paiono averlo: i fiori appassiranno, e spero di averli guardati tanto da saziarmi della loro bellezza e salutarli senza rimpianti. Inoltre occupano uno spazio sulla mia scrivania.
Un mondo è quello dei nostri sensi, fatto da quello che percepiamo, e un altro mondo è quello invisibile che forma il “nostro” mondo. Strano tipo questo mondo quantistico che forma il nostro mondo della vita quotidiana… Non ci siamo abituati proprio per niente. Non ci sono Stregatti nel mondo dello spazio-tempo. Meno male: altrimenti dovrebbero esserci anche Pesci-Solubili, sparsi senza forma per tutto lo stagno, e che prendono forma solo e appena nel punto dove butti l’amo… e simili sbalorditive quisquilie quantistiche.
Ne ho parlato perché è meglio che ci andiamo piano col pensare che sappiamo tutto o quasi del mondo in cui viviamo. O che ci sia da qualche parte qualche scienziato che sappia tutto. Ciò che abbiamo intorno, compreso il nostro corpo, è composto di misteri su misteri! Invisibili e scientificamente verificabili: cioè esistono davvero. Pur misteriosi. Questi prodigi sono stati creati e funzionano con un’intelligenza sbalorditiva, appunto, che a ogni nuova scoperta ci sbalordisce.
Lo spazio-tempo c’è o non c’è? A me vedere orologi rassicura. Ma il Buddha diceva del mondo che è esistente e non esistente insieme. Parliamo di un’ape, che passa la vita sui fiori, raccoglie polline, porta polline a un’altra pianta di modo che la specie si riproduca.
Ma l’ape vuole che il polline si attacchi al suo corpicino? In un certo senso vuole. Però anche non vuole: si posa sui fiori naturalmente e il polline le si raccoglie addosso. Impollina altri fiori. Poi va a casa sua e fa il miele. Vuole? Non vuole? Accade. Accade, semplicemente.
Questa è la natura della meraviglia. Meraviglioso è ciò che ci accade, in cui ci imbattiamo, che non ci aspettavamo, che non stavamo sforzandoci a preparare
Tutte le forme delle piante rientrano nell’inaspettato. Le piante hanno inventato la geometria. Così come certe palme hanno inventato la tessitura. Avvolgono le loro creazioni, foglie e frutti in una tela marrone perfettamente fatta di trama e ordito e un po’ di spazio tra l’uno e l’altro
C’è una pianta australiana che da qualche anno si è importata anche in Italia ed ora è piuttosto diffusa. Adatta al clima secco. È così curiosa la sua forma che la si direbbe invenzione di un bambino creativo. Invece si è fatta da sé. Non voleva essere, né non voleva non-essere. Almeno nel senso della volontà umana.
Questa pianta è stata sottoposta alle forze di un continente per noi remoto (che ospita infatti forme particolari: l’Echidna, il Canguro, il Koala; ospita persino dei sassi che creano ossigeno. I soli su tutto il pianeta. Un tipo di sasso che ha un lavorìo chimico!)
Queste colonie di sassi, che sono bagnati e risiedono nell’acqua bassa, non sono particolarmente belli, pur avendo un suo fascino, ma se pensi a “chi “ sono, a come si comportano questi “fratelli sassi” come li chiamerebbe un Signore che abitò ad Assisi nel Medioevo, che meraviglia!
Ecco la meraviglia non è poi così rara. Può essere anche nei manufatti dell’uomo.
Possiamo allenare in noi “gli occhi della bellezza”
Se dovessimo farla noi, questa stupenda pianta australiana, dovremmo fare dei rametti con delle file di palline dello stesso colore del rametto. Sono molte le palline, anche in fila per due. I pallini dovranno riempirsi di fili sottilissimi, ancora attorcigliati quando si aprono, infatti si vede un minuscolissimo tratto rosso, per poi aprirsi come gomitoli. Poi si allungano formando un bellissimo scopino di rosso di fili diritti. E sulla punta di ogni filo c’è un pallino giallo, polline, credo. I fili sono più sottili di un capello, e altrettanto minuto è il puntino giallo.

Intorno a noi ci sono tanti misteri che destano meraviglia
Al pittore Frank Eden piaceva immaginare i folletti nella natura intanto che ascoltava musica.


Il tutto mi sbalordisce a ogni primavera. Che brava questa pianta a fare questi fiori! Penso che forse di notte folletti, elfi, gnomi e simili creature fatate, lavorano attorno alla pianta.
Questa è l’ipotesi fantasiosa, che mi diverte assai.
C’è un’altra realtà, quasi certamente più reale, che attorno alla pianta c’è, invisibile, il modello di ogni fiore che dovrà sbocciare, dal pallino chiuso fino allo “scopino” di fili sottili, che termina con un pennacchietto di foglie.
Questi modelli si chiamano campi morfo-genetici.
 
Rupert Sheldrake, biologo delle cellule e biochimico, professore a Cambridge, UK è stato tra i primi scienziati a osservare le forme della natura e a far esperimenti per provare l’esistenza di tali campi.
Ha sviluppato il concetto di “risonanza morfica”; una memoria inerente alla natura. Una sorta di deposito, un inconscio collettivo dove sono depositate le forme degli animali e piante esistiti, con cui si collegherebbe l’individuo della specie per assumere appunto la sua forma specifica. Wow!

Un'immagine di Rupert Sheldrake, Tucson Arizona, conference 2008
Un’immagine di Rupert Sheldrake, a Tucson Arizona, durante una conferenza nel 2008


Nato nel 1942, Sheldrake ha scritto diversi libri, di cui i più importanti sono:

  • A new science of life: The Hypotesis of Formative Causation (1981)
  • The Presence of the Past: Morphic Resonance and the Habits of Nature (1988)
  • Seven experiments that could change the world: a do-it-yourself guide to revolutionary science (1995)
  • Dogs that know their owners are coming home: and other unexplained powers of animals (1999)
  • The sense of being stared at: and other aspects of the extended mind (2003)

Su Wikipedia.org inglese le pagine su Sheldrake sono molto interessanti. Leggiamo che John Davy su The Observer:  ha scritto che le implicazioni di A New Science of Life erano “fascinating and far-reaching, and would turn upside down a lot of orthodox science”, e che  “[they would] merit attention if some of its predictions are supported by experiment”.
Leggendo Sheldrake si ha l’impressione – e così lui afferma – che si stia parlando di un nuovo tipo di energia. ancora non del tutto scientificamente dimostrata, che sarebbe coinvolta in una gran quantità di fenomeni.

 

I walk with beauty before me
I walk with beauty behind me
I walk with the beauty above me
I walk with beauty below me
I walk with beauty all around me,
Your world is so beautiful, oh God.

Questo è un canto Navajo.
Se fossero stati degli intellettualoni come noi potevano dire “La Bellezza è Onnipervadente!”
Il tuo mondo è tanto bello, Signore, cantano i Navajos.

meraviglia il rapporto tra l'ippopotamo Owen e il Tartaruga Mzee
L’ippopotamo Owen e la Tartaruga Mzee


Ci fu qualche anno fa uno Tsunami poderoso. Molte creature morirono sulle sponde dell’Oceano Indiano. Questo piccolo cucciolo di ippopotamo cingalese (lo Sri Lanka fu particolarmente colpito) perse i genitori. Nella Riserva dove lo misero c’era una tartaruga più grande di lui. Sapete che le tartarughe hanno uno strano modo di incedere. Questo esemplare, poi, è vecchissimo. Ippopotamino prese a seguirla.
La Tartaruga, che in Cina viene considerata molto saggia, accettò il cucciolo. Avrebbe potuto morderlo, ma non lo morse. Non sappiamo cosa provi Tartaruga: di certo in questa immagine sentiamo la pace e felicità del piccolo ippopotamo, non tanto diverse da quelle di un cucciolo umano.
Com’è bello ciò che provo guardando dormire il picolo Ippopotamo! Che Meraviglia questa foto, questa amicizia. Ora “meraviglia “ confina con il piacere di provare … …Amore. Ecco, l’ho detta: la parola regale, la somma parola. Il sentimento alfa e omega, il più raro, il più bello il MERAVIGLIOSO.
Altruismo, affetto, servizio: nella foto seguente vediamo Macachino a pancia in su sdraiato su un alto ramo del Bamyano e Macaco con dita decise afferra gli insetti insediati nel bel pelo chiaro di Macachino e se li mangia.

Adesso regaliamoci una canzone MAGNIFICA!

Si chiama MAGNIFICENT
Parla d’Amore.
 

Magnificent
Magnificent
I was born
I was born to be with you
In this space and time
After that and ever after I haven’t had a clue
Only to break rhyme
This foolishness can leave a heart black and blue
Only love, only love can leave such a mark
But only love, only love can heal such a scar

I was born
I was born to sing for you
I didn’t have a choice but to lift you up
And sing whatever song you wanted me to
I give you back my voice
From the womb my first cry, it was a joyful noise …

Only love, only love can leave such a mark
But only love, only love can heal such a scar
Justified till we die, you and I will magnify
The Magnificent
Magnificent
Only love, only love can leave such a mark
But only love, only love unites our hearts
But only love, only love unites our hearts
Justified till we die, you and I will magnify
The Magnificent
Magnificent
Magnificent

Non saprei dirvi a chi si rivolge: potrebbe rivolgersi a una persona amata, così come al Grande Spirito, che era il nome di Dio per i Nativi del Nord America.
Solo l’Amore può infliggerci tali ferite
Sì. Lo sappiamo. La Psicologia del Trauma, e sopratutto Bessel van der Kolk, psichiatra e scienziato americano, ha dimostrato come i bambini, i neonati vengono traumatizzati e danneggiati nel corpo e nella mente se non incontrano l’amorevole sintonizzazione dei grandi con i loro bisogni e con l’amore che i piccoli fin dalla nascita provano per gli altri. Specialmente per la Madre, o il/la Caregiver, la figura di riferimento.
Ma solo l’amore può guarire tali ferite
e così è, per i piccoli o per i grandi, se siamo amati, in sintonia, in armonia con una persona speciale che si dedica a noi, possiamo dimenticare che siamo stati offesi e abbandonati. Torniamo in quel mondo vero in cui tutto e tutti possono essere amore .

I was born
I was born to sing for you
I didn’t have a choice but to lift you up
And sing whatever song you wanted me to
I give you back my voice
From the womb my first cry, it was a joyful noise …

Sono nato per cantare per te
Per cantare qualsiasi canzone tu voglia da me
Ti restituisco la mia voce
Dal grembo il mio primo grido è stato un suono gioioso…
 

But only love, only love unites our hearts
Solo l’amore, solo l’amore unisce i nostri cuori
Justified till we die, you and I will magnify

The Magnificent
Magnificent
Magnificent

 
Finché non moriremo
Esalteremo
Il MAGNIFICO
 
(da : No line on the horizon, U2)

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