IMPORTANZA DELL'INTELLIGENZA EMOTIVA

Abbiamo detto che quando le emozioni sopraffanno la concentrazione, viene danneggiata, tra l’altro, la capacità mentale chiamata “memoria di lavoro”.

Per “memoria di lavoro” si intende la capacità di tenere a mente tutte le informazioni rilevanti per portare a termine ciò a cui ci stiamo dedicando. La memoria di lavoro è la funzione mentale esecutiva per eccellenza, che rende possibile tutte le altre attività, dal pronunciare una frase a risolvere un difficile problema di logica.

La memoria di lavoro è posta nella corteccia prefrontale, che è il luogo in cui affluiscono sensazioni ed emozioni. Quando affluisce una sofferenza emotiva (per esempio mancanza di speranza, senso di impotenza, pensieri di disperazione e autocommiserazione), la memoria di lavoro perde in efficienza. Non riusciamo più pensare lucidamente (né a comportarci adeguatamente). In altre parole, “andiamo in tilt”.

Quanto invece affluiscono sentimenti di entusiasmo, fervore e fiducia, l’emozione sostiene e aiuta ad agire per realizzare i nostri obiettivi. “Cuore e cervello” lavora in sintonia.

Le emozioni intralciano o potenziano le nostre capacità di pensare, fare progetti, risolvere problemi, perseverare nello sforzo in vista di un obiettivo lontano.
Attualmente però la neurobiologia ci fornisce una mole di dati tratti da immagini del cervello nel momento in cui pensiamo – sentiamo – immaginiamo – sogniamo.

Per conseguenza abbiamo una chiarezza senza precedenti sui meccanismi delle emozioni ed è possibile non solo controllare le emozioni disturbanti, o negative, n anche evocare quelle che portano a stati mentali indispensabili per condurre una vita che porti a realizzazioni gratificanti, come

  • L’AUTOCONTROLLO
  • ENTUSIASMO
  • CAPACITÀ DI AUTOMOTIVARSI
  • PERSEVERANZA
  • RITROVARE IL LEGAME TRA SENTIMENTO E MORALITÀ

Il primo atteggiamento morale è l’autocontrollo rispetto all’impulso, cioè il desiderio, che può variare tra l’intensità della preferenza e quella della brama avida…

L’impulso, si presenta alla nostra percezione accompagnato da emozioni e da pensieri, che possono sia attenuarlo che intensificarlo.

Alla base della VOLONTÀ e di ciò che comunemente chiamiamo carattere c’è proprio la capacità di controllare l’impulso.

Il secondo atteggiamento morale necessario è la compassione.

La compassione richiede empatia, che è la radice dell’altruismo. Essendo l’empatia la capacità di sentire le emozioni degli altri, permette di cogliere i bisogni, la frustrazione, e anche la loro disperazione, e a percepirle in noi e come proprie, trascendendo momentaneamente le barriere lo-Tu. Ci preoccupiamo e occupiamo degli altri perché diventa un altro modo di occuparci di noi stessi. La compassione è un sentimento che ci spinge all’azione, per quanto minima. Non si può parlare propriamente di azione “altruista” perché il presupposto della compassione più chiara è sentire/sapere che “io sono in te e tu sei in me”. Che “siamo membri l’uno dell’altro”.

(Vedere: F.P. “Un Essere Unico “. Cap.V “Guarire il male della separazione” e Cap. VI “La matrice intersoggettiva”).

Per riassumere: Caratteristiche delle emozioni

  • L’emozione è un movimento, un cambiamento rispetto a uno stato iniziale di stasi. Prima non eravamo emozionati, poi lo diventiamo
  • Comprende fenomeni corporei (in particolare, il mutamento della velocità del battito cardiaco), diversi per ogni emozione fondamentale (componente fisiologica)
  • Ci fa pensare in modo diverso: disturba la ragione, ma può anche rafforzarla (componente cognitiva)
  • È una reazione a un avvenimento (per esempio: incontrare una persona amata o minacciosa), e come tale, prepara e anche spinge all’azione ( componente comportamentale)

Per conseguenza, comprendiamo che:

  • è utile prestare attenzione alle nostre emozioni perché ci danno informazioni sulla situazione in cui ci troviamo nel momento presente.
  • controllando le nostre reazioni corporee possiamo controllare le nostre emozioni
  • cercando di pensare in modo diverso possiamo controllare le nostre emozioni

² Eckmann P. L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali, Boringhieri, 1999
³ Goleman

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