L’ amore relazionale

Le buone relazioni interumane non solo generano e mantengono la salute mentale e fisica, sono ciò che permette alla coscienza di svilupparsi.

Non tutti gli esseri umani hanno una coscienza sviluppata.

Se la coscienza non è sviluppata, non abbiamo la capacità di regolare i nostri istinti e i nostri impulsi; né di sviluppare arti, o scienze, avvalendosi di usando un intelletto ben sviluppato.

Mentalmente non siamo completi: nella nostra specie l’autocoscienza – essere coscienti della propria coscienza, non essere distratti e trascinati via dal pensiero,è una facoltà recente. Quando la nostra coscienza non è completa le nostre energie possono diventare distruttive, e dannosi i nostri rapporti.

Si è scoperto che per lo sviluppo della coscienza sono necessarie relazioni interumane “buone”. Traduciamo sinteticamente buono con: pieno di amore, di risposta ai bisogni fisici e psichici degli altri; di carezze, di vicinanza fisica.

La relazione è determinante per lo sviluppo della coscienza. Ora, questo fatto, che esistano modalità relazionali necessarie, è un fattore che la psicologia ha preso in considerazione da soli circa sessanta-settanta anni. Ed è diventato sempre più importante. Dalla nascita, la coscienza umana incarnata nell’essere umano ha bisogno di sentire la relazione. Perché? Perché la mente non è isolata: si forma e si mantiene dentro una matrice intersoggettiva di cui fanno parte le altre menti e l’ambiente circostante.

Un neonato, o un adulto, o un anziano, un essere umano insomma ha una forma che pare unica e isolata. Si è sempre creduto in questo isolamento; e proprio questo ha danneggiato lo sviluppo di una umanità evoluta, benevola, amorevole. Profondamente connessa quale è, e che vive questa connessione.

Se il bambino non riceve abbastanza amore,allora riceverà ferite dalle sue relazioni. La psicoterapia ha imparato, negli ultimi vent’anni circa,come non infliggere queste ferite. Purtroppo la maggior parte della gente. a partire dai genitori, non lo ha imparato. I genitori possono involontariamente , credendo che così si faccia, commettere gli errori dei nonni( talvolta erano anche peggiori, perché c’era un maggior contatto con la natura il progresso era minore, molta era la povertà) dei bisnonni, e dell’umanità tutta a mano a mano che la Storia, tranne gli eccelsi artisti, non ha conosciuto i propri bisogni e non ha dunque soddisfatto l’umanità nell’essere umano.

Le ferite che sono venute dal non amore possono essere curate! La guarigione viene dalla relazione con qualcuno che è diventato una fonte incrollabile di gentilezza e di compassione per se stesso e che ha trovato lungo il cammino un’altra persona almeno che lo ami in questo modo.

La buona notizia è che i traumi non sono innati, bensì sono appresi, compresa la drammatica Sindrome da stress postraumatica. Anche se la terapia può dover essere molto lunga.

Vorremmo credere che i bambini, e quindi gli adulti traumatizzati siano pochi: ma non è così. Molti studiosi, basandosi su statistiche affermano l’esistenza di un’epidemia di famiglie traumatizzanti, sia per abusi che per negligenza o abbandono; e, peggio, per abuso sessuale.

Finora, i traumi nascosti sono stati spesso fraintesi dagli specialisti, sono stati presi per una situazione di normalità. Difatti abbiamo a che fare con un’umanità ferita, dai comportamenti distruttivi verso gli altri e verso l’ambiente. Tale umanità ferita e incompleta può essere presa per la realtà degli esseri umani, senza che i professionisti siano capaci di cogliere che quanto sembra naturale è una nascosta malattia dovuta a traumi, subiti in famiglie dall’apparenza normale. E’ una normalità in senso statistico

Questo è vero anche perché le istituzioni preposte all’educazione e alla maturazione dei bambini soffrono della stessa ignoranza dei genitori (e nonni, bisnonni…) abusanti o negligenti, riguardo a quelli che sono i veri bisogni dei bambini.

Pare incredibile pensare che finora i nostri metodi di allevamento siano stati errati, basati i gran parte su pregiudizi. Il bambino ferito veniva spesso scambiato per bambino “cattivo” o maleducato.

Questa generale ignoranza, che è derivata dall’immaturità della coscienza dei genitori rispetto ai bisogni del neonato e del bambino per fortuna sta scemando. La scienza psicologica ha scoperto la costituzione psicofisica umana nell’età evolutiva, così che molti stanno diventando capaci di scambi relazionali pieni e corretti, che promuovano benessere e consapevolezza nei piccoli e poi anche negli adulti. L’ingrediente principale di questa attenzione al bambino è comunque l’amore.

Sono state le relazioni incomplete e le difficoltà relazionali che hanno impedito al meraviglioso potenziale umano di esprimersi! “Nell’uomo l’aggressività non è innata e il comportamento violento è determinato da una serie di fattori biologici, sociali e ambientali”, afferma il Dalai Lama, che si intende di Male come le Manguste s’intendono di serpenti velenosi.

Dunque, come sviluppare la coscienza? Le “buone” relazioni interumane presentano fattori relazionali precisi. Fin dalla nascita, la relazione con gli altri, con l’Altro, deve soddisfare il bisogno del bambino (che sarà presente in qualsiasi età) di “base sicura” , una persona che ci dia intimità psichica e senso di appartenenza, che riconosca la nostra unicità, bontà e bellezza.

Queste sono esigenze relazionali dei piccoli. Se non trovano risposta a questi bisogni, provano forte stress, dolore psichico e squilibrio fisiologico: che sono traumi duraturi, contro i quali la psiche mobilita gravi meccanismi di difesa, come la scissione. Il trauma, crescendo, viene dimenticato. Non solo: diventano inconsce parti importantissime di sé, come la capacità di godere di una buona autostima; di amare e di ricevere amore.

Prima di parlarvi della relazione dei bambini con i più grandi di loro –può essere sia traumatico, che esperienza d’ amore anche un bambino dell’asilo con pochi anni di più – voglio raccontarvi una fiaba.

Come “Il Gigante”, “L’usignolo e la rosa” , soprattutto questa: “il Principe felice” non è una fiaba che racconterei a un bambino tanto piccolo. Però è una storia di amore, tanto intenso, da essere commovente.

Dei tre racconti l’ autore è Oscar Wilde, che, mente è considerato uno dei maggiori scrittori inglesi, in Italia è noto soprattutto per il Ritratto di Dorian Grey. Non è molto noto.

Questi tre racconti, e specialmente il Principe Felice, parlano d’amore.

Oscar Wilde doveva essere interessato all’amore, tanto che fu incarcerato per due anni a causa dell’amore: per un altro uomo.

IL PRINCIPE FELICE

Il Principe Felice comincia comincia con una storia di amore personale: una (un) Rondine si è innamorato di una canna di fiume. La trovava graziosissima, con le sue movenze danzanti, tanto che quando, con i primi freddi –siamo in un paese del Nord d’Europa, lo stormo decide d’involarsi facendo ritorno nel caldo Egitto, Rondine le chiese di sposarlo e partire con lui. Vezzosamente, lei rifiutò.

Deluso e irritato, Rondine concluse che la Canna era una creatura egoista che non valeva la pena di desiderare- e volò verso la città.

Nel centro della piazza più centrale, in alto, c’era il Principe della città, che li aveva da poco abbandonati, ed era commemorato con una bellissima statua sorridente: i suoi occhi erano di puro zaffiro, e il pomello della sua spada era di rubino. Tutto il suo corpo era ricoperto di lamine d’oro. Il Principe sorrise sempre per tutto il corso della sua vita: a corte c’erano solo sfarzo, divertimenti, corteggiamenti e scherzi, in cui lui aveva sempre il ruolo del vincitore.

Rondine pensava ancora alla sua bella certo che fosse una creatura che non sapeva amare, persino quando lui aveva rimandato il suo viaggio i Egitto, per amor suo! Partirò domattina, si disse Rondine. E stanotte dove mi accomodo? Decise di accovacciarsi ai piedi del Principe. Mentre stava per addormentarsi, una grossa goccia gli bagnò il capo. Che postaccio, pensò Rondine. Non ci si può riparare nemmeno sotto una statua!. Quando cadde il secondo, poi il terzo gocciolone, Rondine alzò la testa e vide…che il Principe Felice stava piangendo.

Per tutta la vita non mi sono mai accorto che il mio popolo era povero, soffriva, aveva bisogno del mio aiuto e li ho abbandonati nella miseria. Adesso ho capito quanto poco li ho amati, mentre loro idolatravano me. Ma ora non posso fare più nulla per loro… Rondine, cara Rondine, ti prego: vedi dietro quella finestrella, una donna che stava ricamando un abito per il ballo di domani delle Dame alla mia corte? Ha fame, ed è così stanca che è caduta addormentata. Dietro di lei, buttato sul letto, c’è un bambino malato. Guarda come è accaldato, avrebbe bisogno di arance e di medicine…ti prego Rondine, porta alla madre il pomello della spada, è fatto di rubino e la salverà dalla miseria. Ti prego, Rondine.

Rondine obbedì, e lasciò scivolare il rubino accanto alla mano della donna addormentata. Poi fece battere le ali sul volto arrossato del bambino, e sentì dire nel sonno dal piccolo: “che fresco! Come sto bene! Certo sto cominciando a guarire!

Rondine tornò dal Principe, che aveva visto due ragazzini intirizziti che si tenevano abbracciati tentando di non morire per il gelo.Non erano i soli bambini vestiti di stracci e una guardia cercava di cacciarli via. Rondine, ti prego, “, disse il principe. Va da quei ragazzini e regala loro i miei occhi. Tutti i bambino che sono ora per la strada troveranno un rifugio con i zaffiri.

No, questo non posso farlo, disse Rondine, che ormai amava il Principe per la sua generosità. Ti prego, Rondine, aiutami, ripeté il Principe. La Rondine cominciava già a sentire piuttosto freddo. I compagni del suo stormo erano partiti da tempo, “avranno già raggiunto l’Egitto e saranno lì a godersi il caldo. “ Eppure, sentendo ormai lo stesso amore incondizionato che il Principe provava, Rondine portò gli zaffiri ai bambini.

Poi fu la volta delle lamine d’oro: esausto e intirizzito, Rondine le portò una ad una al popolo del Principe Felice, che era così diventato prospero e gioioso.

Rondine cadde morto ai piedi del Principe. Al mattino passò di lì uno dei personaggi che comandavano in città e disse: “dobbiamo scrivere un cartello che vieta agli uccelli di morire nella pubblica piazza!” Poi, visto com’era malconcia la statua, di cui era rimasto solo i piombo sformato, ordinò di rimuoverla e portarla alla fornace. Poco lontano . fu lasciato cadere Rondine su un mucchio di paglia.

Il cuore del Principe però non si fondeva, e fu buttato accanto all’uccello. Erano indistruttibili, perché avevano conquistato , fra tutti gli amori, quello più importante: l’amore incondizionato

Il grande Signore del Cielo incaricò due Angeli di portargli le cose di maggior valore che avessero trovato nella città. Bene, disse il Signore. Rondine e il Principe canteranno meravigliosamente per me.

Dopo questo breve racconto, passiamo a parlare dell’importantissima relazione tra gli esseri umani. In essa, l’amore incondizionato ha un importantissimo ruolo.

Leave a Reply